Capita spesso di uscire da una riunione con la sensazione che qualcuno non fosse convinto, anche se aveva detto di sì. Molte volte quella sensazione nasce da una microespressione.
Una microespressione è un'espressione del viso che dura una frazione di secondo, a volte meno di un quinto di secondo. Compare quando una persona prova un'emozione e cerca di nasconderla, o non ne è del tutto consapevole.
Le ricerche di Paul Ekman hanno mostrato che sette emozioni si esprimono sul viso allo stesso modo in tutte le culture: rabbia, paura, tristezza, disgusto, disprezzo, sorpresa e felicità.
Per chi guida un'azienda è un'informazione preziosa. Un collaboratore che accetta un obiettivo con un lampo di paura sul viso sta dicendo qualcosa che a voce non dice. Un interlocutore che mostra disprezzo mentre presenta un'offerta sta offrendo un segnale da non ignorare.
Una microespressione però non prova che qualcuno stia mentendo. Indica un'emozione che non corrisponde alle parole: un punto da approfondire con una domanda in più, non una sentenza. Riconoscerle si impara, e con l'allenamento bastano poche ore per cominciare a vederle.